Son tornata a piedi da Viterbo… e forse… sono ancora in viaggio... perché le favole delle storie qualsiasi non finiscono mai... difficile da svuotare la borsa... chiuderla e metterla via dietro le ante di un armadio... e allora... lasciamola lì... mezza aperta... con l'odore dei giorni trascorsi che sbircia dal suo fondo... un pezzo al giorno da prender e mettere via... per prolungare l'effetto di un ritorno che voleva restare... ci sono isole azzurre e serene... limpide di occhi che specchiano felicità... calde di abbracci che vivono un attimo solo e poi riprendono il loro corso... come nuvole intorno al mondo... prima o poi tornare si deve... ma le tasche risuonano di un qualcosa che durerà a lungo... e non sarà di certo l'eco vuoto del silenzio... piccole storie incrociate a piccoli punti su un ricamo della tela di poche ore... fili di tanti colori che messi assieme regalano una pagina di memoria in più... trovarsi per Claudio... il cocevia che ci permette una sosta piena di cose buone... un punto d'incontro costruito bene... ristoro e riposo per anime un po' stanche... ma anche festa e sorrisi per placare una "fame e una sete" che l'oggi perseguita... credo di aver desiderato un raduno così... da quando i racconti degli incontri precedenti al mio primo... hanno insaporito la mia fantasia... esserci... per poterlo vivere come se fosse la festa di una famiglia che si ritrova... ora che la nebbia del "non vedere" si è diradata... riesco a riprendere in replay quello che pensavo di non aver completamente vissuto... invece... per quanto strano possa sembrare... a discapito di pensieri e preoccupazioni che possono avere il potere di spegnere ogni luce... esiste un binario autonomo ed automatico che viaggia e incamera tutte le emozioni e i sentimenti... li registra nell'inconscio e come accade quando si sogna... tardi o presto riemergono... vivaci e pieni di sapore... mia libertà... già... quella che permette anche a chi non ha ali di prender su la valigia e partire... un viaggio un po' difficile... che sembrava a primo impatto promettere qualche delusione... invece è bastato mettersi un attimo in attesa... aspettare che scemasse quell'interminabile fila ed entrare in un giardino che per cinque ore ci ha fatto sentire "Alice nel paese delle meraviglie" dove è dato entrare solo alla buona energia... è stato ripigliare fiato... la conferma che ovunque possa esserci girgio e tristezza è giusto combatterla con il regalo di un sorriso raccolto per via... una via che si è aperta come le braccia di Claudio in un abbraccio grande come le sue braccia a disegnare un cuore ampio in cui racchiudersi tutti... racchiudersi per conservarsi così semplici nel capire che... se anche siamo piccoli uomini e donne... abbiamo ancora lo spirito di quei naviganti che non avevano rotte tracciate da seguire quando partivano alla scoperta di un nuovo mondo... era la curiosità a spingerli oltre le colonne sicure del conosciuto per cercare di andare oltre l'orizzonte... son riuscita ad appenderlo quel cuore... magari solo a metà... con le parole che giravano dietro l'angolo della balaustra di una delle gradinate... ho immaginato che il giro delle mani di Claudio... nei suoi saluti finali... potesse seguire quei contorni visto che era proprio davanti a lui... è uno striscione un po' sporco e vissuto... ha assorbito in questo anno e mezzo parecchie arie diverse... eppure il suo rosso è ancora vivo... un cuore che è destinato a restare giovane sempre perchè non ha serrature che lo chiudono... è stato quel "darsi più amore è l'unica speranza" a galleggiare sopra il rumore della vita... è stato un abbraccio di occhi scuri e cullarsi insieme durante "I migliori anni della nostra vita"... è stato conoscere nuovi volti ancora... è stata l'ironia che ha trovato Claudio e Pino Insegno a mettersi "anime in gioco" davanti a noi... è stato gioire per chi ha avuto la fortuna di essere un "numeretto estratto" e vivere un attimo di eterno... è stato ascoltare "Nel blu dipinto di blu" ed "Emozioni" che han portato invisibili accanto a Claudio due persone importanti per me... è stata la poesia recitata da Claudio..." Il più bello dei mari... è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli... non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni... non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello... non te l'ho ancora detto."...è stato il regalo di "Patapan" e accarezzare con lo sguardo quella testa grigia da lontano come a volergli dare forza affinchè la commozione non avesse il sopravvento... è stata la promessa ad uno sguardo bambino di partire travestendosi da vagone durante Serenata in Sol... la locomotiva più piccola e veloce che potessimo desiderare... quella che ci ricorda la parte più bella di noi... che traghetta i sogni oltre il sentiero inerminabile di stelle che brillano anche sotto il sole di un pomeriggio afoso di settembre... quella che ti permette di "vedere" e "sentire" dall'ultima fila...anche quando la tua statura (in piedi sulla sedia) non permette agli occhi di oltrepassare il muro di teste e corpi più alti di te... è stato cercare di portare con me anche chi non c'era almeno finchè fiato (:Þ credito) il mio cellulare ha avuto... è stato "tuttoinunabbraccio"... in piedi sulla nostra fila di sedie impolverate... questo e tutto quello che i colori di cartoncini... stoffe e palloncini colorati han reso vivo un mare di mani e braccia felici di potersi muovere nuotando oltre il metallo delle lacrime per essere solo acqua viva... pura e semplice... semplicemente... bellissimo... alla prossima con tutti... per cantare ancora insieme... Io Sono Qui...

Maria Grazia 

Trieste

(grace...)